1 Corinzi 14 - Edifichiamo la chiesa e promuoviamo la pace
Predicatore: Philip Reid Karr IV
Oggi abbiamo davanti a noi un testo abbastanza difficile e complesso. Capirlo bene e applicarlo alle nostre vite oggi sono belle sfide. Ma è la parola di Dio, quindi vuol dire che è vivente ed efficace. Infatti è più affilata di qualunque spada a doppio taglio, come leggiamo in Ebrei 4:12, quindi vogliamo studiarlo attentamente e vogliamo essere cambiati e plasmati dal suo messaggio, che viene dal Signore. Mentre è vero che il capitolo che vogliamo approfondire oggi è molto complesso e difficile, è anche vero che in mezzo alla sua complessità c’è un messaggio chiaro che emerge e che informa la chiesa, che sfida la chiesa a crescere e maturare, e che aiuta la chiesa a spargere meglio il dolcissimo profumo di Cristo a Roma affinché vite vengano salvate e trasformate dal vangelo di Cristo.
Qual’è allora il messaggio per la chiesa che emerge da questo testo? Vogliamo evidenziare due punti che emergono con chiarezza e che ci aiuteranno a maturare come chiesa e a spargere con più efficacia il profumo redentore di Cristo a Prati e a Roma. Il primo punto è questo. Per spargere bene il profumo di Cristo in questa città, dobbiamo edificare la chiesa con intelligenza. L’edificazione della chiesa è un tema molto ricorrente in questa lettera, e quindi deve essere anche un tema ricorrente nelle predicazioni di questa lettera. Ma cosa significa edificare la chiesa con intelligenza? Risponderemo a questa domanda dopo la lettura di questo capitolo. Il secondo punto è questo: per spargere bene il profumo di Cristo a Roma, dobbiamo essere un popolo e una chiesa di pace, di armonia, e di ordine, e non una chiesa di disordine e di confusione. Vogliamo essere una chiesa che promuove non la confusione, ma la pace. Chiaramente anche questo punto sarà approfondito dopo la lettura di questo testo.
Adesso vogliamo leggere insieme il brano di oggi, che è 1 Corinzi 14.
Quando riflettiamo sul nostro desiderio di spargere il vangelo di Gesù Cristo a Roma, è sempre utile ricordarci che lo spargimento di questo profumo si tiene in due ambienti diversi. Il primo ambiente è la chiesa locale durante il culto di lode quando il popolo di Dio si raduna insieme e quando la parola di Dio viene predicata ed i due sacramenti della cena del Signore e del battesimo vengono osservati. L’altro ambiente è fuori il posto dove la chiesa si incontra e quando i frequentatori della chiesa spargono il profumo di Cristo a casa, nei loro posti di lavoro, e ovunque vadano. In entrambi gli ambienti il profumo di Cristo dovrebbe essere sparso se la preghiera della chiesa è di vedere vite salvate e trasformate dal vangelo.
In questo capitolo Paolo sta dando delle istruzioni alla chiesa affinché riesca a spargere il profumo di Cristo durante il culto di lode e quando ci sono presenti dei non credenti che stanno osservando la vita della chiesa e quando stanno ascoltando la predicazione del vangelo. È molto importante che quando la chiesa si trova insieme per lodare il Signore il profumo di Cristo viene sparso, il vangelo annunciato, e un esempio diverso da quello del mondo viene presentato. Per fare questo la chiesa deve essere edificata con intelligenza e per forza deve promuovere non la confusione, ma la pace. Questi due punti vanno insieme in questo capitolo e sono strettamente legati.
L’edificazione della chiesa è un tema molto ricorrente in questo capitolo. Paolo ne parla tantissimo. Infatti, l’edificazione deve essere una caratteristica sempre presente nella chiesa. Ogni volta in cui la chiesa si raduna insieme, deve essere edificata. Inoltre, vediamo in questo capitolo che l’edificazione deve essere accompagnata dall’intelligenza. Ma cosa intende Paolo quando parla dell’intelligenza? Vediamo in questo capitolo che il contesto in cui Paolo parla dell’intelligenza ha a che fare con le lingue. Le lingue sono parole e preghiere tra una persona e lo Spirito Santo che non sono comprensibili ad altri, a meno che vengono interpretate da qualcuno.
Interessante leggere quello che dice Paolo nel verso quattro della persona che parla in altra lingua durante il culto di lode. Dice, “Chi parla in altra lingua edifica se stesso,”e non edifica, allora, la chiesa. Edifica se stesso perché un’altra lingua non è comprensibile ad altri. È compresa dallo Spirito Santo soltanto, a meno che venga interpretata da un’altra persona. È anche importante aggiungere che Paolo non proibisce le lingue, e infatti ha anche delle cose positive da dire di esse e Paolo stesso parla in altra lingua, ma qui sottolinea l’importanza sia dell’edificazione, sia dell’intelligenza. Quello che viene detto in chiesa deve edificare e incoraggiare la chiesa. Chi parla in altra lingua, invece, edifica se stesso, quindi è meglio ricercare il dono della profezia, dice Paolo.
La profezia è preferibile perché appunto, edifica e incoraggia la chiesa e tutti presenti. “Chi profetizza,” dice Paolo sempre nel verso 4, “edifica la chiesa.” Ma cosa intende Paolo con la profezia? È difficile dire con certezza cosa intende, ma i riformatori, ad esempio, consideravano i mezzi comuni della grazia come esempi della profezia, cioè una chiesa che profetizza è una chiesa che predica fedelmente la parola di Dio e che celebra insieme la cena del Signore e che osserva il battesimo. Altri mezzi della profezia sono parole che vengono condivise durante il culto di lode, nel nostro caso durante le lodi e le testimonianze ad esempio. Devono essere parole intelligenti, cioè devono essere parole chiare e che non contraddicono la parola di Dio, e devono edificare e incoraggiare la chiesa.
Possiamo anche aggiungere che gli studiosi che commentano su questo capitolo dicono che il dono della profezia di cui Paolo parla non ha a che fare con la previsione del futuro. Questo perché questo tipo di profezia non edifica necessariamente e non incoraggia la chiesa. Anzi, lascia la chiesa nell’incertezza. La profezia deve edificare la chiesa con una parola certa e una parola intelligente, cioè una parola certa e intelligente che innalza il nome del Signore e che non contraddice la parola di Dio e che sparge il profumo e la luce del vangelo di Cristo.
Le lingue, invece, mentre non vengono per niente proibite, e mentre sono di valore secondo Paolo, sono secondarie e non ricevono l’enfasi che la profezia riceve, perché chi parla in altra lingua edifica se stesso; ma chi profetizza edifica la chiesa. Un altro motivo per cui Paolo enfatizza il dono di profezia è perché - come abbiamo già visto nei capitoli precedenti - a Corinto i doni vengono abusati dalla chiesa. In questo capitolo vediamo che anche il dono delle lingue viene abusato. Invece di edificare la chiesa, questo dono viene usato per edificare l’individuo e sta anche creando confusione nella chiesa.
Tantissime persone nella chiesa stanno parlando in altre lingue e quello che dicono non viene interpretato, e quindi Paolo dice che questo non va bene perché è come se si tenessero contemporaneamente tanti culti di lode e la chiesa allora viene divisa e a causa della divisione c’è anche tanta confusione presente nella chiesa. “Quando tutta la chiesa si riunisce,” dice Paolo nel verso 23, “se tutti parlano in altre lingue ed entrano dei non credenti, non diranno che siete pazzi?” Quando l’individuo viene edificato e non la chiesa, e quando la chiesa è divisa e quando c’è presente la confusione, allora il vangelo di Cristo, il profumo di Cristo, e la luce di Cristo non vengono sparsi. Questo perché Dio, dice Paolo nel verso 33, non è un Dio di confusione, ma di pace, di armonia, e di ordine.
Guardiamo adesso al verso 24. “Ma se tutti profetizzano ed entra qualche non credente…egli è convinto da tutti, è scrutato da tutti, i segreti del suo cuore sono svelati; e così, gettandosi giù con la faccia a terra, adorerà Dio, proclamando che Dio è veramente fra voi.” Alleluia! Questo verso descrive molto bene la chiesa che edifica con intelligenza e che sparge con efficacia il profumo di Cristo quando si trova insieme per lodare Dio. Non è una chiesa che promuove la confusione, ma è una chiesa che promuove la pace e l’armonia. Questa è la chiesa che sparge con efficacia il profumo di Cristo affinché i non credenti sentano questo profumo e vengano salvati e trasformati da esso.
Se frequenti regolarmente questa chiesa allora sai che non siamo una chiesa che pratica le lingue, ma non siamo neanche una chiesa che vieta le lingue perché non vediamo nella Bibbia una proibizione di esse, e non siamo neanche una chiesa che teme le lingue. Siamo, però, una chiesa che vieta l’edificazione di se stessa a spese della chiesa stessa, e siamo una chiesa che vieta l’abuso dei doni dello Spirito Santo, e siamo una chiesa che vuole sempre evitare la confusione e la divisione.
Vogliamo essere una chiesa che edifica il corpo di Cristo, e quindi vogliamo essere una chiesa che predica fedelmente e con chiarezza e con intelligenza la parola di Dio, e vogliamo essere una chiesa che celebra la cena del Signore, che battezza, che testimonia, che evangelizza, che promuove la pace, e che sparge il profumo di Cristo ogni volta che ci troviamo insieme per lodare Dio. Questa è la chiesa che vogliamo essere.
Voglio anche dire una cosa della conclusione di questo capitolo dove Paolo dice che una donna non può parlare nelle assemblee. Verso 34 dice, “Come si fa in tutte le chiese dei santi, le donne tacciano nelle assemblee, perché non è loro permesso di parlare…” Come dicono tanti studiosi che commentano su questa parte del capitolo, è molto difficile capire cosa intende Paolo con queste parole. Ci sono tanti motivi per questo. Ad esempio nel capitolo 11 di questa lettera Paolo dice una cosa che presume che le donne pregano e profetizzano nelle assemblee.
Quindi è molto difficile sapere con certezza quello che Paolo intende. Noi possiamo dire che come chiesa le nostre convinzioni, che trovano radici nella parola di Dio e la nostra comprensione di essa, sono che Dio ha creato l’uomo e la donna a sua immagine, e quindi sono uguali davanti a Dio. Ciò detto, crediamo che la Bibbia sia chiara sul fatto che Dio ha dato agli uomini e alle donne ruoli diversi, e che l’ufficio dell’anziano nella chiesa, advesempio, sia riservato agli uomini, e questa convinzione ha delle radici nell’ordine della creazione di cui leggiamo nei primi capitoli di Genesi. Ciò detto, chiaramente le donne arricchiscono tantissimo la chiesa e la vita di essa, e la chiesa viene edificata grazie a loro.
La nostra preghiera è che come chiesa, e con una voce unita, possiamo edificare il corpo di Cristo con intelligenza e che possiamo promuovere non la confusione, ma la pace. Vogliamo essere una chiesa armoniosa, perché sono l’armonia e la pace e l’intelligenza che ci permettono di spargere con efficacia il dolcissimo profumo di Cristo quando ci incontriamo come chiesa per lodare il Signore.
Come modello e come esempio dell’intelligenza e della pace questa chiesa guarda al Dio Trino della Bibbia, dove troviamo una perfetta armonia, un’intelligenza senza difetto, dove non c’è nessuna traccia di confusione, e dove vediamo esposta una perfetta pace. In più, nel Dio Trinitario della Bibbia vediamo un’edificazione reciproca tra il Padre che manda suo Figlio Gesù Cristo per morire sulla croce affinché tutti noi possiamo essere perdonati e salvati dai nostri peccati, e poi il Padre edifica suo Figlio quando lo risuscita dai morti e lo fa sedere alla sua destra. Il Padre e il Figlio poi mandano lo Spirito Santo per edificare e guidare la chiesa in ogni verità.
Guardando al Dio Trinitario della Bibbia possiamo essere una chiesa che edifica con intelligenza e che promuove non la confusione, ma la pace, e per mezzo dell’intelligenza e della pace possiamo spargere il dolcissimo e redentore profumo di Cristo ogni volta che ci troviamo insieme come chiesa e come popolo di Dio.
Conosci tu questo Dio Trinitario della Bibbia? Hai una vera e profonda pace nella tua vita? Conosci veramente la contentezza, soprattutto quando devi affrontare le difficoltà e le afflizioni? Se sei un non credente siamo felicissimi che sei qui con noi e vogliamo che tu conosca la pace che viene attraverso la fede in Cristo Gesù. Se hai delle domande siamo qui per rispondere ad esse e preghiamo che tu possa conoscere il perdono dei tuoi peccati e la salvezza che abbiamo in Cristo Gesù soltanto, e preghiamo che tu possa conoscere la pace che viene dal Signore e che tu possa adorare il nome di Dio. A Dio sia ogni gloria. Che questa chiesa possa spargere il dolcissimo e salvifico profumo di Cristo in questa città, che ne ha bisogno tantissimo. Amen.